Guardando le fotografie di Tiziana ho pensato subito alla street. Oggi siamo abituati a categorizzare le fotografie e i fotografi: naturalista, reportage, street e via dicendo. Per me la fotografia è semplicemente fotografia, ovvero la voglia incontrollata di esprimere delle emozioni e di condividere il proprio pensiero. A mano a mano che guardavo quelle immagini, le mie idee di visione si modificavano. Questo lavoro, guardato in superficie, ci racconta di istanti “rubati” nelle strade in diversi luoghi del mondo. Fotografie di street ben realizzate, con un bilanciamento perfetto fra estetica e attimo, ma… Ho cominciato poi a cogliere altri particolari, come se piano piano Tiziana si svelasse. Lei osserva e inconsciamente pensa, valuta e ci fa trasparire il suo pensiero, le sue gioie e le sue paure. Invito il lettore a soffermarsi sulla sequenza delle persone specchiate nei vetri del palazzo, a che cosa rimandano quelle immagini? A me personalmente mi portano a riflettere sull’essenza del nostro essere, alla consapevolezza che “il fuori è uno specchio del nostro dentro “ e che il mondo che ognuno di noi conosce, non è altro che una creazione proiettata all’esterno del proprio inconscio . Altre immagini, molte se si osserva attentamente, raffigurano persone con il telefonino in mano, il nuovo modo di socializzare e di essere in contatto con altri. Forse Tiziana ne ha paura e giungendo da un passato dove il muretto sotto casa era il suo Facebook, ne ha timore, coltivando delle idee completamente diverse sulla funzionalità dei social. Tutto questo è ben descritto nelle fotografie di Tiziana. La giusta prospettiva con cui “guardare” questo libro a mio avviso, è di mettere in secondo piano le valutazioni tecniche/estetiche, che sono comunque ben espresse nelle riprese, e di concentrarsi su emozioni e interrogativi che l’artista, inconsciamente, ci invita ad esplorare. 

Antonio Manta