VIAGGIO DELLE IMMAGINI e IMMAGINI IN VIAGGIO

1986 - Lavoravo come psicologo di scuola junghiana dopo aver ultimato la mia formazione professionale con ottimi maestri. Un giorno dopo l’altro mi sentii sommerso da un crescente sentimento di noia e delusione per il mio lavoro anche se mantenevo l’amore per i libri e la ricerca teorica. Che cosa mi stava accadendo?

L’analisi dei sogni rivelò che si trattava di un problema tecnico ma pure esistenziale. Le parole mi si erano sfilacciate tra le labbra. Non erano più un ponte solido e amico tra me e i pazienti. Forse nemmeno tra il mio io e il mio inconscio. Brutta cosa. La situazione però migliorava se entravo nel mondo dello psicodramma e dei suoi giochi di ruolo. Avevo fame di immagini e azioni. In entrata e in uscita. Se creavo immagini anche le parole ritrovavano la loro dignità e importanza. Fu così che inventai un nuovo gioco terapeutico: La Scacchiera. Si tratta di un Piccolo Teatro cinetico di statuine, puntatori laser e luci da muovere sopra una torre di scacchiere trasparenti, che combina il gioco di ruolo di Moreno all'Immaginazione attiva di Jung e al gioco della sabbia di Dora Kalf.

La Scacchiera è una semplice scenografia dinamica dentro un impianto che offre all'autore del gioco centinaia di action figures tratte dal mondo dei comics, del cinema, dell'archeologia con cui realizzare su ascisse e ordinate, scenari emersi dall’inconscio. Il paziente fa fotografie e piani sequenza. Poi li raccoglie, li pensa, li studia, e li ristruttura. Questo gioco bicamerale fatto di assemblaggi liberatori tra i due emisferi trovò amici e allievi. Negli anni successivi la Scacchiera entrò anche in psicodrammi e sociodrammi come Il Piombo e l'Oro del Perdono a Roma (2005), Sette Emozioni (2019) a Siena o The Struggle of Jacob (2017) alla Kunst-Station di Colonia.

2023 – Oggi la mia amicizia col mondo delle immagini e della fotografia è diventata un matrimonio. Non solo scrivendo sceneggiature e girando film ma anche grazie ad artisti e maestri come Antonio Manta che mi ha spiegato segreti e tecniche di un occhio più pulito e più sapiente del mio.

Ed ecco arrivare un nuovo colpo di scena.
Da un anno mi ritrovo ad affiancare ai dialoghi con l’inconscio degli altri una serie di Assemblages che stanno alla Scacchiera come un film sta a uno psicodramma. Si tratta di composizioni di objets trouvés, immagini e frammenti di opere mie o di altri. Ho capito che questi viaggi di cose tra cose non sono solo estetici o estetizzanti. Sono un regista ma resto anche un analista. E, poiché cerco il senso, mi inchino agli artisti che si trovano riuniti in questo festival. Quelli che non vogliono solo sorprendere o sedurre ma hanno cura dell'Anima e cercano a fatica una catarsi o una mindfulness. Per questo ho portato un assemblage tra il mondo di Donald Duck e quello di Allen Ginsberg che parla di un viaggio. Su una piccola barca che solca l’oceano.

Curriculum Ottavio Rosati