Ci sono legami che superano il tempo e si trasformano in progetti vivi, capaci di dare voce a chi sa guardare oltre la superficie. Il premio che presentiamo oggi nasce proprio così: un omaggio a Federico Ferrini, alla sua straordinaria umanità e al suo sguardo libero, irrequieto e profondo.
Autrice premiata al Castiglion Fiorentino Photo Fest 2026: Sonia Berardi.
Sonia, nella vita, è un medico di altissimo livello. Ma sarebbe limitante fermarsi qui. Perché nella fotografia emerge qualcosa di più intimo, di necessario. Come dice Antonio Manta , è una poetessa che scrive per immagini .
Sonia non parla molto. È una persona riservata, essenziale. Ma quando fotografa, cambia tutto. Le sue immagini non chiedono permesso: arrivano dirette, forti, a volte come pugni nello stomaco. Eppure non sono mai violente, né invadenti. Hanno una rara qualità: sono autentiche. Non cercano di impressionare, non costruiscono, non filtrano. Dicono.
La fotografia, per lei, non è un esercizio estetico. Non nasce per piacere, per ricevere approvazione o per essere “bella” nel senso più facile del termine. È un'urgenza. È il suo modo di dire quello che non riesce — o non vuole — dire a parole.
Dentro le sue immagini ci sono le sue gioie, le paure, le fragilità, le domande. C'è tutto ciò che si muove dentro di lei, senza filtri. Ed è proprio per questo che arrivano anche agli altri, con una forza che non si può ignorare.
Sonia fotografa per parlare. A volte per sussurrare. A volte per urlare.
Ed è in questa necessità, in questa verità senza costruzione, che il suo lavoro trova una forza rara. Una forza che richiama, in modo profondo, lo spirito di Federico Ferrini : anche il suo era uno sguardo diretto, senza mediazioni, a tratti persino irruento, ma sempre profondamente umano, capace di entrare davvero in relazione con ciò che aveva davanti.
Per questo Antonio Manta ha voluto che fosse lei la prima vincitrice.
Perché in Sonia Berardi la fotografia torna a essere ciò che dovrebbe sempre essere: non qualcosa da guardare soltanto, ma qualcosa da sentire.
E, soprattutto, qualcosa che resta.