isolaMenti

IsolaMenti

Ci sono luoghi che arrivano a noi prima ancora di essere vissuti. Pianosa è stata per l'autore uno di questi. Scoperta attraverso le immagini del figlio, ne rimase immediatamente colpito, immaginando il momento in cui avrebbe attraversato quell’isola con la sua macchina fotografica.

Pianosa è un luogo sospeso, un'isola e, al tempo stesso, un’idea di isolamento. Antica colonia agricola e sede di un carcere sperimentale, è uno spazio dove il concetto stesso di confine si fa incerto. Qui, i detenuti si muovono quasi liberamente, gestiscono un bar-ristorante, mantengono un contatto con il mondo esterno, eppure restano isolati.

È un’isola fisica, circondata dal mare, ma anche un’isola interiore, che suggerisce solitudine, riflessione, sospensione nel tempo.

Il lavoro esplora proprio questa duplice dimensione dell’isolamento: quello imposto dal luogo e quello che ciascuno porta dentro di sé. Le immagini raccontano di edifici corrosi dal vento e dal silenzio, di tracce di vita che emergono nei dettagli architettonici e nelle superfici erose. Come accade spesso nel lavoro dell'autore, non vi è presenza umana, tranne in un’unica immagine: una figura di spalle che osserva un orizzonte indefinito, quasi a perdersi in un pensiero senza confini.

isolaMenti è un viaggio attraverso il vuoto e la memoria, tra ciò che è stato e ciò che resta. È un invito a immergersi nel silenzio, a interrogarsi sulla natura dell’isolamento, a scoprire come, in certi luoghi, l’assenza possa diventare la più potente delle presenze.