Silence/Silenzio

Italian Renaissance painting sometimes used the landscape background to reinforce a moral allegory. This “moralized” scenery, or paysage moralisé, may depict in one half of a picture a clear sky and the other half a contrast with dark clouds. The path of virtues on one side with steep Rocky Mountains while, on the other, the vices run through pleasant, well-watered meadows. Through this depiction, good and evil, virtues and vices, are personified and, respectively, portrayed.


Silence/Silenzio”, references the pause, the physical and emotional “space”, between virtue and vice. In Zen Buddhism, silence may represent truthfulness or the search for truth in practice. One can find this silence reflected between repeated cacophonous events such as two gusts of wind, or the space in-between two crashing waves. In my explorations of natural scenes, I seek a similar path using the medium, and the care and selection of materials and craftsmanship, to represent this “space”, ever elusive, containing truthfulness, or a contemporary reflection of the paysage moralisé.


Silence/Silenzio

La pittura rinascimentale italiana a volte utilizzava lo sfondo paesaggistico per rafforzare un'allegoria morale. Questo scenario “moralizzato”, o paysage moralisé, può raffigurare in una metà di un quadro un cielo sereno e nell'altra metà un contrasto con nuvole scure. Il cammino delle virtù da un lato con ripide montagne rocciose, mentre dall'altro i vizi attraversano prati piacevoli e ben irrigati. Attraverso questa rappresentazione, il bene e il male, le virtù e i vizi, sono personificati e, rispettivamente, ritratti.

Silence/Silenzio” fa riferimento alla pausa, allo “spazio” fisico ed emotivo, tra virtù e vizio. Nel buddismo Zen, il silenzio può rappresentare la veridicità o la ricerca della verità nella pratica. Si può trovare questo silenzio riflesso tra eventi cacofonici ripetuti, come due raffiche di vento, o nello spazio tra due onde che si infrangono. Nelle mie esplorazioni di scene naturali, cerco un percorso simile utilizzando il medium, e la cura e selezione dei materiali e dell'artigianato, per rappresentare questo “spazio”, sempre sfuggente, contenente verità, o una riflessione contemporanea del paysage moralisé.

Romeo Di Loreto